Home Blog Page 20

La Storia del Sud sportivo alla Grande Guerra fa tappa al Liceo Manzoni di Caserta

0

Lo scorso 20 novembre si è tenuto presso il Liceo Manzoni di Caserta la presentazione del volume “Sport e Grande Guerra. Il contributo del Sud”. Ecco il resoconto del nostro socio Luciano de Luca.

Nella giornata di cultura sportiva mercoledì 20 novembre, presso il Liceo Alessandro Manzoni sede della Delegazione della Società Italiana di Storia dello Sport, a due anni dal
Seminario Internazionale Sport e Grande Guerra. Il contributo del Sud. Caserta 5-6
ottobre 2017 si è tenuta un’altra presentazione dei suoi Atti (a cura di Angela Teja,
Donato Tamblé e Luciano De Luca). Dopo Trieste, Aversa, Roma, il volume è
approdato a Caserta di fronte ad autorità civili e militari, con un pubblico di studenti
attenti e interessati alla tematica trattata. Un evento davvero inedito e quasi inesplorato
per gli alunni delle classi quinte che per la prima volta hanno comparato l’evento tragico
della Grande Guerra e il fenomeno gioioso dello Sport.
A tener desta l’attenzione è stato il maggiore Emanuele Di Muro dell’Ufficio Storico
dello Stato Maggiore Esercito e socio della Siss, che ha ricordato l’importanza
dell’origine dell’addestramento ginnico militare e l’affermazione dello sport durante il
Primo conflitto mondiale. Anche il Sud d’Italia come il Nord non era immune dalla
pratica dello sport e della ginnastica, tanto che fu costruita la prima palestra portatile
nella città di Campobasso. Inoltre ha affermato che ancora oggi l’Educazione fisica e
sportiva ha un ruolo centrale nell’addestramento del soldato. La parola è quindi passata
al consigliere Nazionale del Nastro Azzurro professor Rocco Galasso, curatore per
questo Istituto che ha realizzato la mostra “Azzurro che Valore”, di questi cimeli sono
stati esposti in sala catturando l’attenzione del pubblico. Nel suo intervento il prof.
Galasso ha posto l’accento sul contributo di calciatori che si sono immolati in difesa
della Patria, tra questi il sottotenente Teodoro Capocci di Lioni (AV) giocatore del
Napoli Foot Ball club.
Il delegato Regionale Siss Raffaele Ciccarelli che ha chiuso la prima parte della
giornata, ha raccontato il fervore degli atleti di canotaggio del “Real Circolo Canottieri
Italia” di Napoli, i quali, oltre a dimostrare di essere capaci nelle imprese sportive, furono
in grado di essere anche degli eroi sui campi di battaglia, pagando un triste tributo alla
guerra.
A introdurre i lavori della giornata di studio era stata la Dirigente scolastica professoressa
Adele Vairo, dopo i saluti iniziali, la Preside con grande dinamismo aveva avvalorato il
lavoro scientifico del volume, da destinare non solo agli insegnanti del Dipartimento di
Scienze Motorie e Sportive ma anche a quelli del Dipartimento di Filosofia e Storia come
strumento di interdisciplinarietà utile agli studenti del Liceo Scientifico a Potenziamento Sportivo. Inoltre, ha aggiunto che la storia dello sport è una materia trasversale che coinvolge più discipline, e proprio dal suo insegnamento nelle scuole si potrebbero trarre veri e propri “frutti civili”, utili per la formazione dei futuri cittadini.
L’assessore del Comune di Caserta con delega al Patrimonio ordinario e storico; Impianti Sportivi e attuazione delle Politiche Comunitarie architetto Alessandro Pontillo, è intervenuto in rappresentanza del Sindaco Carlo Marino portando i suoi saluti, l’Architetto nel suo contributo ha fatto un’esperta introduzione storica.
Il presidente del Rotary club “Luigi Vanvitelli”, che tanta parte aveva avuto nell’organizzazione del Seminario dottor Bruno Giannico nel suo discorso, sosteneva che lo sport sia l’elemento centrale della società, e la Grande Guerra sarebbe un punto di partenza di questo fenomeno sociale.
Nella seconda parte della mattinata, il direttore del Dipartimento dei beni culturali sportivi della Siss professoressa Angela Teja ha letto il saluto del presidente del Centro Studi Sports’ Records e vice Presidente della Società Italiana di Storia Militare, professor Donato Tamblé, il quale ha fatto riferimento all’importanza delle fonti e alla necessità della loro salvaguardia, ma anche della loro compiuta identificazione e valorizzazione. Nel suo scritto il Prof. Tamblé ha evidenziato che gli Atti di Caserta hanno voluto colmare la scarsezza di lavori sull’esordio dello sport nel Meridione e che questa ricerca non vuole essere un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per nuovi studi.
La prof.ssa Teja ha quindi affermato come la storia dello sport possa essere lo strumento più adatto agli studenti per avvicinarli alla grande storia quella della Grande Guerra, perché il linguaggio sportivo si avvicina di più ai giovani e può rendere l’idea che lo sport possa essere un bene culturale a tutto tondo.
A concludere i lavori è stato il docente di Scienze Motorie e Sportive del Liceo Manzoni e Delegato della Società Italiana di Storia dello Sport di Caserta professor Luciano De Luca, organizzatore della giornata di studio, che ha portato i saluti del Presidente della SISS nonché Rettore della Lumsa, professor Francesco Bonini e i saluti del presidente della Società Italiana di Storia Militare professor Virgilio Ilari. Il prof. De Luca, oltre a moderare l’incontro, ha illustrato le immagini proiettate a commento silenzioso dei Giochi di Joinville, meglio conosciuti come le Olimpiadi militari del 1919 ricordandone il centenario.
Poi ha ricordato alcuni eroi della Campania, che si sono distinti nella Prima Guerra mondiale, tra questi: Oreste Salomone primo pilota aviatore a ricevere la medaglia d’oro a Valor Militare, e il napoletano Armando Diaz che, prima di essere stato un grande generale, era stato anche un valido atleta ginnasta, allievo del maestro di ginnastica Alessandro La Pegna le cui origini sono della Provincia di Terra di Lavoro. Ha infine ricordato che gli Atti sono stati dedicati a Ferdinando Abbondati, capostipite della scuola casertana di ginnastica, perché studenti e studiosi possano ricordarne il nome e la storia.
È stato inoltre presente all’incontro del Liceo Manzoni l’atleta del Gruppo Sportivo Esercito il pugile Raffaele Di Serio medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo 2018, che nel suo gradito intervento ha affermato che per ottenere buoni risultati bisogna fare dei grandi sacrifici, e ha espresso grande riconoscenza all’Esercito senza il quale non riuscirebbe ad allenarsi in vista delle prossime Olimpiadi di Tokio 2020.
Viva riconoscenza è stata inoltre espressa al direttore di Dipartimento di Scienze Motorie e Sportive professor Antimo Nero per la sua preziosa collaborazione alla riuscita dell’evento.
In sala erano presenti anche il colonnello Giampiero Bisanti e il primo maresciallo Felice Toscano dell’Ottavo Reggimento Bersaglieri di Caserta venuti in rappresentanza del generale Domenico Ciotti. La presenza delle Fiamme Cremisi ha sempre testimoniato l’azione e l’essenza fisica per l’eccellenza delle truppe, che ancor oggi partecipano a missioni umanitarie di “Stabilizzazione e Ricostruzione”. Lo sport è sempre stato fonte di addestramento per i soldati e di conquista di alti valori umani.
I lavori si sono conclusi con le note de “O’surdato nnammurato” cantata da Anna Magnani nel film “La sciantosa” di Alfredo Giannetti, una delle canzoni più cantate dai soldati durante la Grande Guerra.

Siss patrocina il Corso di Formazione “Lo sport e la storia” a Vercelli

0

Siss ha concesso il suo patrocinio al Corso di Formazione “Lo sport e la storia” organizzato dall’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia. Interverranno con lezioni i nostri soci onorari Daniele Marchesini e Stefano Pivato e i nostri soci Paul Dietschy e Nicola Sbetti.

Qui unito il programma: programma corso Sport e storia

Segnalazione pubblicazione: “La rivoluzione del corpo. Le italiane e lo sport dalla “signorina Pedani” a Ondina Valla ” di Sergio Giuntini

0

E’ uscito nella collana intitolata “Il Podio” dell’editrice Aracne, dedicata alla storia e alla cultura interdisciplinare dello sport, il nuovo volume del vicepresidente SISS Sergio Giuntini e dedicato allo sport femminile italiano in età contemporanea.
Seppur frenata dai pregiudizi e dal maschilismo, tra il XIX e il XX secolo la “rivoluzione del corpo” delle donne proseguì inarrestabile. Lo sport femminile s’insediò dapprima all’interno del mondo aristocratico (equitazione, alpinismo, tennis), per poi contagiare la borghesia (ginnastica, nuoto, scherma, motorismo) e infine il “Quinto Stato” (ciclismo, podismo, football, basket). Da tale fenomeno di emancipazione emersero le “pioniere” dello sport femminile italiano (Maria Cleofe Pellegrini, Anna Bohm, Amelia Cavalieri Mazzucchetti, Ernesta Dal Co, Ida Nomi Venerosi Pesciolini, Olga Bonaretti, Anita Podestà Vivarelli, Matilde Candiani, Marina Zanetti) e le sue prime “eroine” in ambito agonistico (Maria Forzani, Alessandrina Maffi, Adelina Vigo, Maria Piantanida, Andreina Sacco, Vittorina Vivenza, Lina Banzi, Alfonsina Strada, Rosetta Gagliardi, Rosetta Boccalini, Vittorina Sambri). Tali esperienze culminarono nella fondazione della Federazione Italiana di Atletica Femminile (1923). Il volume ripercorre questo processo nei suoi risvolti politici, culturali e sociali fino al periodo del regime fascista, il quale, con le sue strategie femminili applicate allo sport, costituisce una metafora dei limiti storici — molti dei quali tuttora evidenti — manifestati in questo campo dal Paese.

La storia del calcio ai Cantieri SISSCO 2019

0

Nell’ambito della decima edizione dei Cantieri di storia SISSCO, che si sono tenuti dal 18 al 20 settembre 2019 presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, sono stati proposti due panel sulla storia del calcio.

Il primo, dedicato agli attori e alle istituzioni della storia del calcio italiano (coordinatore il nostro socio Riccardo Brizzi, discussant Daniele Bardelli),  ha costituito un’occasione per fare il punto della situazione sulla storiografia del calcio in Italia e per proporre ricerche innovative su diverse articolazioni del mondo calcistico (nello specifico: la Federcalcio, i calciatori, gli arbitri, i tifosi e i media) con l’obiettivo di avviare un rilancio degli studi storici in questo ambito e favorire così un dialogo con la principale storiografia internazionale. Sono intervenuti i nostri soci Enrico Landoni (Con il movimento arbitrale ai vertici del calcio internazionale. Il contributo dell’AIA all’affermazione della scuola italiana), Nicola Sbetti (La nascita della Figc repubblicana fra continuità e discontinuità), Alberto Molinari (Le origini dell’Associazione calciatori e le trasformazioni del calcio italiano) e Gianni Silei (Stampa, calcio e tifo violento in Europa: tra sensazionalismo e retorica emozionale 1974-1985).

Nel secondo panel, intitolato “Provinciali di lusso. Politica, passioni, icone del calcio nel secondo dopoguerra” (coordinatore Fulvio Conti, discussant Nicola Sbetti), sono stati affrontati alcuni casi di squadre provinciali attraverso ricostruzioni che hanno messo in luce il loro legame con i contesti politici, sociali, economici locali, la rilevanza delle appartenenze territoriali, i multiformi usi pubblici della vita di una società calcistica e il contributo originale che questo approccio può dare alla storiografia del calcio italiano. Le relazioni sono state presentate da Marco Pignotti (Affermazione sociale e fidelizzazione territoriale: l’uso pubblico dei club), Lorenzo Venuti (“Dobbiamo fare come ha fatto il Vasas nel calcio”. Calcio e partito comunista ungherese prima della Repubblica popolare 1946-1948), Massimo Baioni (Una regione alla ribalta. Il Cagliari campione d’Italia), Alfonso Venturini (Fra calcio e identificazione: la Pistoiese e l’Unione Valdinievole).

VIII Convegno Nazionale SISS – Novi Ligure

0

Un resoconto del Convegno Nazionale 2019 nelle parole del nostro socio Erminio Fonzo.

L’VIII convegno della Siss, dedicato a Fausto Coppi e la storia del ciclismo italiano, si è tenuto il 18 e 19 ottobre presso il Museo dei campionissimi di Novi Ligure. Il convegno ha portato all’attenzione del pubblico aspetti poco studiati della storia del ciclismo, esaminandoli con approccio scientifico, anche in considerazione del fatto che, nonostante siano stati pubblicati numerosi libri sulle corse in bicicletta, frequentemente prevale un’impostazione cronachistica o celebrativa. Con il Convegno, tuttavia, la Siss ha voluto rendere omaggio a Fausto Coppi nella ricorrenza del centesimo anniversario della nascita e ha scelto di tenere l’iniziativa a Novi Ligure perché la cittadina è stata una sorta di patria adottiva del campione, nativo della vicina Tortona ma impiegato a Novi, come garzone di salumeria, negli anni giovanili.

Il Museo dei campionissimi, che propone una ricca esposizione di cimeli e fotografie sulle figure di Coppi e di Costante Girardengo e diverse sezioni sulla storia della bicicletta, si è rivelato una cornice particolarmente adatta per discutere di ciclismo. Tra il pubblico, insieme agli studiosi di storia dello sport, erano presenti gli studenti del Liceo E. Amaldi di Novi Ligure.

Il convegno è stato introdotto dalla keynote speech di Stefano Pivato, che ha voluto affrontare un tema inusuale: come la storia di Coppi e del ciclismo italiano è stata raccontata, nel corso degli anni, dai cantastorie. La relazione ha sottolineato la popolarità dello sport della bicicletta, che fino ad almeno gli anni ’50 è stata la disciplina più seguita dal pubblico, con conseguente culto degli atleti più famosi.

In seguito la discussione si è concentrata su alcuni aspetti poco noti della vicenda di Fausto Coppi, attraverso le relazioni di Pierpaolo Naccarella, Vincenzo Pennone ed Erminio Fonzo, coordinati da Nicola Sbetti. Si è discusso del ritratto di Coppi proposto dal periodico “Il Pioniere” negli anni ’50; della partecipazione al Giro delle Due Sicilie; della politicizzazione del corridore operata dal fascismo ai tempi del Giro d’Italia del 1940.

In una successiva keynote speech, Sergio Giuntini ha proposto il tema del «Coppi comunista», esaminando in che modo il ciclista è stato presentato dalla stampa vicina al Pci durante la «guerra civile fredda» che ha caratterizzato l’Italia dopo la seconda guerra mondiale. Ne è scaturita una riflessione sull’uso politico, a tratti strumentale, della figura di Coppi, anche in opposizione al cattolico Bartali.

Nella sessione seguente, i relatori Matteo Monaco, Elio Frescani e Paolo Carelli hanno analizzato il ruolo dei media e la narrazione delle corse in bicicletta, prendendo in esame i cantautori, che, da Paolo Conte a Gino Paoli, hanno dedicato canzoni ad alcuni ciclisti famosi; la rete internet, con il recente portale della Rai “Coppi100”; il cinema, con il Coppi attore, al fianco di altri campioni sportivi, nel celebre film Totò al Giro d’Italia.

In un’altra sessione (relazioni di Paolo Bruschi, Andrea Bacci, Alessandro Mastroluca, Federico Greco e Raffaele Ciccarelli) sono stati discussi temi eterogenei, ma uniti dal filo conduttore di collocare la storia del ciclismo nel più vasto panorama della storia della società italiana: gli albori dell’uso della bicicletta in Italia alla fine dell’Ottocento; la storia di corridori poco noti al grande pubblico, come Vladimiro Panizza e Giancarlo Perini; una rilettura della vicenda di Marco Pantani; le origini del ciclismo femminile, con particolare riferimento al settimanale “Il Ciclismo”; la figura di Alberto Marzaioli inserita nel contesto del ciclismo nel sud Italia.

Nel corso della prima giornata di lavori, inoltre, Paul Dietschy ha proposto una keynote speech sulla «ricezione» della figura di Coppi in Francia, mettendo in luce come il ciclista, nella difficile congiuntura diplomatica dei primi anni del dopoguerra, sia riuscito a entrare nell’immaginario collettivo del pubblico d’Oltralpe senza suscitare ostilità.

La seconda giornata è stata introdotta da Daniele Marchesini con una dettagliata relazione sulla storia della Bianchi e del suo colore, il celeste Bianchi, che ha contraddistinto per anni il mondo delle corse. L’intervento ha messo in luce l’elemento di continuità rappresentato dalla Bianchi nella storia del ciclismo italiano, anche grazie al suo colore inconfondibile: come Bianchi vuol dire in tutto il mondo bicicletta, così il colore azzurro-celeste delle sue biciclette e delle maglie della sua squadra-corse comunica da sempre al pubblico l’appartenenza dei suoi uomini, in un plotone che sempre di più è una congerie di ‘loghi’ invece difficilmente decifrabili.

L’ultima sessione (relazioni di Eleonora Belloni, Deborah Guazzoni, Alberto Molinari e Massimo Pirovano) si è soffermata su altri aspetti della storia della bicicletta: il rapporto, non sempre lineare, tra ciclismo sportivo e uso della bicicletta come mezzo di locomozione; l’esperienza amatoriale dei gruppi Audax; la figura di Giuseppe Ambrosini, uno dei più longevi cronisti delle corse in bicicletta; la lettura del mondo legato al ciclismo come “comunità”, animata da legami di solidarietà ma anche da conflitti interni.

Dalle relazioni presentate nel corso delle due giornate sono scaturite discussioni sulla diffusione del ciclismo sportivo e dell’uso della bicicletta nelle diverse regioni d’Italia, con il permanente «ritardo» del Mezzogiorno; sulla società degli anni ’40 e ’50 e il moralismo che la caratterizzava, in particolare a proposito dello scandalo provocato dalla relazione di Coppi con la «dama bianca»; sul ruolo dello sport nelle relazioni internazionali e su altre questioni. Dal convegno, soprattutto, è emersa la centralità del ciclismo – inteso sia in senso sportivo, sia utilitario – nella storia d’Italia in età contemporanea. È da auspicare, perciò, che la storiografia approfondisca ulteriormente il ruolo della bicicletta e i suoi riflessi sociali, culturali, economici e politici. Il convegno, infatti, non ha preteso di esaurire i temi affrontati dai relatori ma, piuttosto, ha voluto aprire nuove prospettive di ricerca sulla storia del ciclismo e sull’importanza della bicicletta nella società italiana.

A margine dell’iniziativa, sono stati consegnati i premi annuali della Siss, che per il 2019 sono stati attribuiti a Stefano Pivato e Paul Dietschy per la loro recente Storia dello sport italiano, edita da Il Mulino; a Matteo Monaco come ricercatore under 35; ad Angela Teja per l’impegno nella salvaguardia degli archivi sportivi.

Inoltre, è stato presentato in anteprima nazionale il documentario Negri. Sport in the USA, diretto da Francesco Gallo e dedicato alle discriminazioni razziali nello sport negli Stati Uniti.

Erminio Fonzo

Trovate le foto e i video alla nostra pagina facebook.

Consegnati a Novi Ligure i premi SISS 2019

0

Nel corso del Congresso di Novi Ligure sono stati consegnati gli annuali premi della Società Italiana di Storia Contemporanea.
Per l’anno 2019 i giurati Fabrizio Felice, Daniele Serapiglia e Vincenzo Pennone hanno deciso di assegnare il premio intitolato a Mario Alighiero Manacorda al libro di Stefano Pivato e Paul Dietschy “Storia dello sport in Italia”, edito da Il Mulino, con la seguente motivazione: “in una stagione florida di libri dedicati alla storia dello sport, l’opera di Stefano Pivato e Paul Dietschy si distingue perché rappresenta la prima sintesi esaustiva dedicata alla storia dello sport con taglio politico e sociale prodotta in Italia: un testo valido per studenti, studiosi e semplici appassionati, che riesce a coinvolegere per il suo semplice e avvincente stile narrativo. Inoltre é il frutto di due studiosi affermati che, parafrasando Walter Benjamin, hanno guardato allo sport come l’angelo dipinto da Paul Klee, che si muoveva con le spalle verso il futuro e lo sguardo rivolto al passato, scrivendo un’opera che, raccontando il passato diventa un ottimo strumento per leggere non solo la vicenda sportiva del presente, ma anche comprendere la nostra società odierna”.

Sergio Giuntini, Deborah Guazzoni e Nicola Sbetti consegnano il premio Manacorda a Stefano Pivato

Il premio “Aldo Capanni”, per la miglior pubblicazione under 35, è invece stato assegnato dalla giuria composta da Eleonora Belloni, Claudio Mancuso e Nicola Sbetti a Matteo Monaco per le sue recenti pubblicazioni: “Il dibattito sul totocalcio ed il suo uso politico“, uscito su «Rivista di Diritto Sportivo» e “Lo sport negli archivi dell’Istituto Sturzo. Il fondo Democrazia Cristiana e il fondo Giulio Andreotti” pubblicato su «Storia dello sport. Rivista di Studi Contemporanei». La motivazione pone in luce l’attività di questo giovane ricercatore: “Con queste due pubblicazioni, Monaco offre un importante contributo allo sviluppo della storia politica dello sport italiano nell’immediato secondo dopoguerra, mettendo in luce con perizia i legami formali e informali fra le istituzioni sportive italiane, il governo e i partiti politici, in particolare la Democrazia Cristiana.

Il premio “Nora Santarelli” invece, riservato a coloro che he si sono distinti nella tutela e valorizzazione dei Beni Culturali Sportivi, è invece stato assegnato dalla giuria composta da Donato Tamblé, Rosalba Catacchio e Gherardo Bonini, ad Angela Teja, “antesignana della salvaguardia degli archivi sportivi sin dagli anni Novanta, propugnatrice della diffusione della cultura archivistica negli ambienti sportivi, ideatrice del progetto SISS “Lo sport negli archivi” e del gruppo di lavoro europeo sugli archivi dello sport, autrice della petizione “call for the safeguarding of sport’s archives” CESH-ICA Spo al Parlamento europeo, promotrice in sede nazionale ed internazionale di numerosi progetti, convegni ed iniziative sugli archivi dello sport, ispettore archivistico onorario MiBACT nel Lazio dal 2011, si è adoperata instancabilmente per la difesa, la buona gestione, la fruibilità, la valorizzazione, delle fonti documentarie per la storia dello sport”.

I guerrieri del Pacifico. Storie di rugby, tatuaggi e spacca-teste.

0

Verrà inaugurata il 22 ottobre la Mostra “I guerrieri del Pacifico. Storie di rugby, tatuaggi e spacca-teste” presso il Museo delle Civiltà di Roma (Roma, piazza Guglielmo Marconi 14), aperta fino al 5 dicembre. Si tratta di una mostra, di cui è responsabile scientifico il nostro socio Claudio Mancuso, dedicata al mondo del rugby e alle isole dell’oceano Pacifico. L’esposizione, attraverso il catalizzatore dello sport, vuole promuovere tra i visitatori del museo un approccio storico, antropologico ed etnografico alla conoscenza di popoli così lontani dalla cultura occidentale, fornendo degli strumenti che possano aiutare a comprendere i motivi per i quali il rugby ha avuto una cos’ grande diffusione tra gli abitanti delle isole del pacifico. L’iniziativa costituisce la prima tappa del progetto “Lo sport, museo del mondo. Aspettando le Olimpiadi…”, che pronderà vari eventi ed esposizioni che animeranno la vita del museo per circa un anno a partire da ottobre 2019 e che accompagneranno il pubblico alla scoperta delle antiche e moderne attività sportive, dei popoli che le hanno prodotte e delle società in cui si sono radicate in funzione delle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

COMUNICATO STAMPA

Abstract book digitale dell’VIII Convegno Nazionale di SISS

0

Nell’imminenza dell’VIII Convegno Nazionale della Società Italiana di Storia dello Sport, il cui tema sarà “Fausto Coppi e la storia del ciclismo italiano”, è finalmente possibile scaricare l’abstract book con il dettaglio di tutti gli interventi e tutti i cenni biografici dei numerosi partecipanti alla manifestazione.
Vi aspettiamo a Novi!

Abstract Book Digitale

In anteprima nazionale al VIII Convegno Nazionale SISS il documentario “Negri. Sport in USA”

0

Verrà presentato in anteprima nazionale a Novi Ligure nel corso del VIII Convegno Nazionale SISS, l’opera del nostro socio Francesco Gallo, intitolata “Negri – Sport in USA”, alla cui realizzazione hanno collaborato molti soci SISS.

Francesco con la sua Rooster Produzioni, in occasione del 400° anniversario dell’arrivo negli Stati Uniti dei primi schiavi dall’Africa, ha scritto e diretto un documentario che racconta un secolo di storia afroamericana attraverso le vicende dei più grandi atleti di colore. Da Marshall Taylor a Jesse Owens, da Jackie Robinson a Muhammad Ali, fino a Colin Kaepernick. Cento anni di sport che hanno contraddistinto la storia degli Stati Uniti, un Paese dove ancora oggi sono annidate le radici di un razzismo difficile da estirpare.

Negri. Sport in the U.S.A. (titolo volutamente provocatorio) utilizza lo sport per comprendere una Nazione. Ma anche per ribadire la capacità dello sport di cambiare il mondo e — come disse Nelson Mandela – «creare speranza e rappresentare un valido strumento di pace».

Potete trovare qui la locandina integrale.

 

VIII Convegno Nazionale SISS a Novi Ligure – Il programma

0

E’ finalmente uscito il denso programma dell’VIII Convegno Nazionale della SISS che si terrà quest’anno presso il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure.

Il Convegno rappresenta un’occasione per fare il punto sulle ricerche storiche su questo personaggio proprio nell’anno del centenario della nascita del campionissimo e di ampliare la riflessione sulla storia del ciclismo italiano.

Trovate qui il programma della manifestazione.