Home Blog Page 20

Segnalazione pubblicazione: “Giuseppe Cassioli. L’artista delle medaglie olimpiche” di Franco Cervellati e Gherardo Bonini

0

I nostri soci Gherardo Bonini e Franco Cervellati hanno appena pubblicato un notevole volume su Giuseppe Cassioli, l’artista fiorentino che disegnò la medaglia olimpica consegnata ai vincitori olimpici da Amsterdam 1928 a Mexico City 1968. L’artista infatti, già noto per essere lo scultore della porta bronzea laterale destra del Duomo di Firenze e il pittore della decorazione della cupola di San Luca a Bologna, vinse il concorso indetto dal Comitato Olimpico per la realizzazione delle medaglie. Una storia italiana che dimostra la grandezza dei nostri artisti, anche quando questa si intreccia con lo sport.

Segnalazione pubblicazione: “Coppi e Bartali” di Daniele Marchesini

0

A cento anni dalla nascita di Fausto Coppi viene riproposto dalla casa editrice Il Mulino un grande classico del nostro socio onorario Daniele Marchesini, ovvero il volume Coppi e Bartali. Il volume ripercorre la storia di Coppi, che incarnò lo spirito di un’Italia che, fra le macerie della guerra, pedalava verso i traguardi esaltanti del miracolo economico. Il paese si immedesimava nella competizione dura ma cavalleresca che lo contrapponeva a Gino Bartali, nella quale si rispecchiava persino l’antagonismo fra cattolici e comunisti. Nel contempo, le vittorie dell’uno come dell’altro contribuirono a ridare un orgoglio nazionale agli italiani, facendo dei due eroi sportivi i campioni della rinascita del paese.

Segnalazione pubblicazione: “Donna e sport”, a cura di Sergio Giuntini, Maria Canella e Ivano Granata

0

La Siss annuncia con vero piacere l’uscita dell’atteso volume “Donna e sport” (FrancoAngeli 2019) di cui è curatore il nostro Sergio Giuntini, insieme a Maria Canella e Ivano Granata, e a cui hanno collaborato i soci Gherardo Bonini, Felice Fabrizio, Marco Impiglia, Maria Mercedes Palandri, Gustavo Pallicca, Vincenzo Pennone e Antonella Stelitano.

La Siss alla terza Conferenza AIPH (Santa Maria Capua Vetere e Caserta, 24-28 giugno 2019)

0

La Siss ha partecipato con un suo poster alla terza Conferenza AIPH “InVito alla Storia. Santa Maria Capua Vetere e Caserta, 24-28 giugno 2019”.

Con il poster “La storia dello sport nei media: le sfide della memoria, i vincoli del linguaggio” la Siss ha scelto di affrontare un tema chiave, per la storia dello sport ma per la storia tutta, che è quello della “comunicazione” e della “narrazione” del messaggio storico, con tutte le sfide che ciò pone in termini di linguaggio, rigore metodologico, esigenze di divulgazione e di apertura a un pubblico quanto più ampio ed eterogeneo possibile.

Il poster – che è stato tra i più apprezzati al convegno – nasce da un’idea della nostra socia Deborah Guazzoni, che ha coordinato i lavori del gruppo di ricerca, composto da alcuni dei più attivi e validi soci della Siss: i neo-soci Emanuele Di Muro e Stefano Marrone (che si sono occupati del progetto grafico), e i soci Paolo Carelli, Francesco Gallo, Alessandro Mastroluca e Dario Ricci che da anni, su fronti diversi, si occupano di produzione e divulgazione di cultura sportiva, e a cui si devono i testi del poster (in coda è possibile scaricare il poster e una sintesi dei contenuti).

Si ritiene che la presenza di Siss per il secondo anno consecutivo al convegno nazionale dell’Associazione Italiana di Public History rappresenti un messaggio importante, che testimonia la vivacità del dibattito all’interno della Società sulle sfide più attuali che stanno interessando la comunità degli storici e degli studiosi di humanities in genere.

Prosegue in tal modo su più fronti il cammino della Siss in direzione di una sempre maggiore legittimazione della storia dello sport all’interno della comunità scientifica.

 

Scarica il poster

Scarica la sintesi dei contenuti

 

“E chi era questo Bartali?” Un’autorevole riflessione sulla notizia del giorno: Bartali alla maturità

0

Pubblichiamo con grande piacere le riflessioni del nostro socio onorario Stefano Pivato sulla notizia del giorno, l’apertura della maturità a un tema di storia dello sport:

Devo dire che stamane la prima reazione, leggendo i titoli dei giornali on line che parlavano del tema di maturità su Bartali, è stata di soddisfazione. E anche di orgoglio visto che il «De
Gasperi del ciclismo» è stato una dei temi prediletti della mia ricerca. Poi però ci ho riflettuto meglio: insegno da oltre quaranta anni storia contemporanea e, secondo una elementare concatenazione, ho sempre chiesto ai miei studenti gli argomenti dei testi sui quali avevano studiato oppure dei quali avevo parlato. Troppo elementare? Forse, ma questa si chiama didattica.
Ebbene quanti manuali sui quali si sono preparati i maturandi di quest’anno riportano il nome e le gesta di Gino Bartali? Quanti, ancora, si soffermano sul fatto che lo stesso campione «avrebbe» (il doppio condizionale è d’obbligo) salvato l’Italia da una rivoluzione che nessuno voleva? Provate andare a guardare quei manuali di 7-800 pagine di storia dell’ultimo anno delle superiori e rimarrete delusi. L’impianto ‘crociano’ (mi si passi la
semplificazione che, in sintesi significa la restituzione di una storia etico-politica) della maggior pare dei nostri manuali è un elenco di quella che i francesi si definirebbero histoire bataille (grandi personaggi, grandi eventi, battaglie, etc.). Dunque?
Dunque messa così il titolo di stamane su Bartali fa fare una gran bella figura ai funzionari ministeriali («Visto? Mica siamo dei babbioni che si occupano solo di Cavour Mazzini o Mussolini, ma anche di quei personaggi ‘eccentrici’ che hanno fatto la storia). Sarebbe una risposta stupenda ma prima i signori del ministero raccomandino agli autori e agli editori di inserire nei loro manuali eventi di Storia sociale.
Ma quanti ragazzi fra quelli che stamane hanno dato la maturità hanno sentito parlare di Bartali?. O di Coppi? Forse qualche racconto del nonno. I più fortunati magari hanno visto lo sceneggiato di Alberto Negrin con Pierfrancesco Favino.
Ma, per favore, siamo seri. Insomma, date quel tipo di temi quando i ragazzi avranno avuto modo di studiare certi argomenti. Perché Coppi, Bartali, Carnera, Meazza, Nuvolari e altri protagonisti dello sport grandi lo sono stati davvero. E non solo per i risultati sui traguardi (come Bartali appunto). Ma perché hanno incrociato la storia d’Italia (e spesso non solo quella). E la storia dello sport, non come mera elencazione di record primati e classifiche, ma come insieme di eventi che incrocia le passioni, le emozioni e le ideologie del nostro paese (dall’età liberale al fascismo, dalla repubblica all’età dei populismi) è davvero un contenitore di insegnamenti straordinario. Però prima, Signori del Ministero, fatela scrivere
sui manuali e fatela insegnare ai docenti la storia dello sport. Non perché è meno «noiosa» della Prima o della Seconda guerra mondiale ma perché è storia anche quella. E perché sono storie che sul piano delle emozioni collettive aiutano i ragazzi a capire la realtà nella quale viviamo. E la specificità della storia dello sport consiste nel situarsi all’incrocio fra una serie di discipline che vanno dalla storia alla filosofia, dalla letteratura alla antropologia, dalla pedagogia alla presentazione di scenari veicolati da una nuova figura di «eroe», il campione, che nell’immaginario del Ventesimo secolo viene a sostituire uno dei simboli più caratteristici della cultura classica. Perchè, come ha scritto anni fa uno storico della letteratura, sono proprio le figure dei campioni sportivi che, a partire dall’inizio del Ventesimo secolo, sostituiscono il logoro mito letterario dell’eroe.
E allora, Signori del Ministero, quella storia fartela studiare altrimenti il titolo su Bartali che avete «sparato» stamattina è la carta a carbone di certi provvedimenti governativi (non solo di quelli del’attuale governo beninteso) esibito per un vanaglorioso maquillage («visto come Siamo alla page?») che è l’esatto contrario di ogni principio educativo. Insomma, Primum docere

Stefano Pivato

Bartali diventa argomento per le tracce della maturità 2019

0
Bartali diventa tema di maturità!

La traccia su Gino Bartali rappresenta per gli storici dello sport, che in Italia sono ormai una realtà consolidata, un importante riconoscimento. Lo sport è un patrimonio dell’Italia contemporanea ed è nostra responsabilità studiarlo anche come contributo alla consapevolezza dei valori che lo sport esprime. L’auspicio è che questo sia un ulteriore passo per il riconoscimento della storia dello sport nei percorsi educativi ed accademici, sia nei Licei sportivi che nelle Università.

 

Vi uniamo la traccia d’esame come pubblicata sul sito del MIUR

Traccia Storia e Sport

D. Tamblè – Che prospettive per gli archivi dello sport?

0

Ringraziamo il prof. Donato Tamblè per aver messo a disposizione dei soci della Siss e di tutti gli interessati il pdf del suo contributo “Che prospettive per gli archivi dello sport?”, pubblicato all’interno del volume “Sport e Grande Guerra. Il contributo del Sud”, a cura di A. Teja, D. Tamblè, L. De Luca (Logisma 2018).

Scarica il pdf

Il resoconto della giornata di studi “Storia dello sport: gli archivi, le riviste” – Roma, 30 maggio 2019

0

Pubblichiamo il resoconto, a cura del nostro socio Raffaele Ciccarelli, della giornata di studi “Storia dello sport: gli archivi, le riviste. Strumenti e indirizzi di ricerca” organizzata dalla Siss e tenutasi a Roma il 30 maggio u.s.

 

“Storia dello sport: gli archivi, le riviste. Strumenti e indirizzi di ricerca”

È stata la prestigiosa Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato della Repubblica, intitolata al sen. Giovanni Spadolini, a Roma nei pressi di un Pantheon affollato di turisti nonostante il ritardo dell’estate, che si è tenuta una giornata di studi della Siss (Società Italiana di Storia dello Sport) con il tema: “Storia dello sport: gli archivi, le riviste. Strumenti e indirizzi di ricerca”.

Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli di Rosanna Ciuffetti, direttore della Scuola dello sport del Coni, il presidente della Siss, Francesco Bonini, ha iniziato i lavori introducendo il qualificato parterre di relatori, che hanno subito dato vita ad uno stimolante dibattito, coordinato da Eleonora Belloni. È stato Donato Tamblè, presidente del centro studi Sport’s Records, a fare una panoramica della situazione dell’archivistica sportiva in Italia sottolineandone l’importanza, archivi particolari perché non solo documentali, ma anche raccolta di cimeli, particolare sottolineato anche da Angela Teja, mentre Massimiliano Valente, docente di Storia Contemporanea, ha sottoposto all’attento pubblico una succosa aneddotica sugli Archivi Vaticani.

La prima parte della giornata si è chiusa con la consegna del prestigioso premio “Nora Santarelli” alla responsabile della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, Maria Emanuela Marinelli, per il suo impegno decennale nel recupero degli Archivi, anche quelli dello sport.

A sottolineare il fatto che, come sempre nei convegni della Siss, si affrontano una serie di argomenti e non si è monotematici, molto stimolante soprattutto in sede di sviluppi di studi storici riguardo lo sport e la loro diffusione e divulgazione, è stata la presentazione della rivista Storia dello Sport, rivista di studi contemporanei ed. Clueb. È, questa, la nuova creatura della Siss, che va ad affiancare gli affermati Quaderni dello Sport, collana prestigiosa che raccoglie gli atti dei convegni e lavori di diversi studiosi sulla storia delle varie discipline sportive e, nel panorama editoriale in tema, la decana di tutte, Lancillotto e Nausica, di cui ha fatto un commosso ricordo sulla sua genesi Adolfo Noto, uno dei fondatori della stessa. È toccato, infine, a Nicola Sbetti, coadiuvato da Sergio Giuntini e da Enrico Landoni, illustrare questo nuovo medium informativo, di cui è già disponibile online il primo numero (https://storia-sport.it/index.php/sp), sottolineando l’importanza che si spera assuma come mezzo di diffusione della storia dello sport, contestualizzata in quella che è la storia sociale e politica del Paese, nel veicolare alle nuove generazioni il messaggio, sempre più vivo e attuale, dello sport diffusore di valori moderni attraverso il recupero di quelli antichi.

Raffaele Ciccarelli

Gremita première per il documentario di Francesco Gallo su Gigi Marulla, mito del Cosenza Calcio

0
Martedì 21 maggio più di 700 persone hanno affollato il Cinema Citrigno di Cosenza per l’anteprima nazionale del documentario Gigi, dedicato all’indimenticata bandiera del Cosenza Calcio Gigi Marulla, scomparso prematuramente quattro anni fa.
La locandina con il patrocinio SISS
L’opera del regista Francesco Gallo, membro della Siss, è prodotta dalla Rooster, casa di produzione di sua proprietà. Per 52 minuti, ex compagni di squadra, amici, famigliari e tifosi raccontano Gigi Marulla non solo dal punto di vista sportivo, ma anche umano. Un ritratto sincero e appassionato sul calciatore più importante della storia dei Lupi.
Scritto in collaborazione con Jvan Sica (Maradonapoli#BuffaRacconta), Gigi ha avuto il patrocinio anche da parte della Siss che ha voluto appoggiare il lavoro di Gallo che da tempo si occupa di raccontare pagine di storia dello sport attraverso le immagini.
Il video della serata con l’intervista a Francesco Gallo è disponibile sul sito https://lacnews24.it/sport/cosenza-un-documentario-racconta-il-mito-di-gigi-marulla_87633/