Si è aperta il 4 marzo presso il Museo delle Civiltà di Roma la mostra intitolata “Sumo. Lo sport sacro del Giappone”, seconda tappa del progetto “Lo sport museo del mondo”, che il museo dedica allo studio e all’approfondimento storico e antropologico delle pratiche sportive e che vede come curatore e responsabile scientifico il nostro socio Claudio Mancuso.

Il curatore della mostra e nostro socio Claudio Mancuso

La cultura dei popoli dell’Estremo Oriente ha sempre onorato le arti marziali e riservato loro un ruolo di primo piano. Il sumo è una forma di lotta tradizionale giapponese, assai popolare nell’arcipelago del Sol Levante. Sin dalle epoche più antiche è stato parte integrante della cultura nipponica e nel corso dei secoli si è evoluto da rito religioso ad attività militare, fino alla connotazione attuale di pratica sportiva. Oggi gli incontri di sumo registrano ascolti altissimi all’interno dei palinsesti della televisione giapponese, e le arene dove si disputano i match sono spesso quasi sempre sold out. I lottatori più forti sono conosciuti e ammirati in tutto il Paese e godono dello statusdi vere e proprie star.

La mostra “Sumo. Lo sport sacro del Giappone”, che sarà aperta fino al prossimo 1 aprile, presenta al pubblico una parte della splendida collezione di stampe e testi antichi conservate dal museo e riferite a questo antico sport ed è impreziosita dall’esposizione di un’antica spada giapponese, elemento fondamentale del rituale che precede ogni incontro. I libri e i manifesti che è possibile ammirare tra le teche e le vetrine consentono di comprendere il profondo radicamento simbolico che la “lotta sacra” ha avuto nel corso dei secoli all’interno del sistema culturale, politico e sociale del Giappone.

 

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