Nuovo resoconto della nostra partnership con Playing Pasts (qui la precedente).

Che la tradizione delle arti marziali sia originaria del continente asiatico non ci sono dubbi. Roy Case nel suo saggio, ci racconta l’evoluzione del Bartitsu, quella che viene considerata la prima arte marziale del mondo europeo. Il lavoro in due saggi è un breve excursus della storia di questa arte marziale, inventata dal britannico Barton-Wright ingegnere che fu inviato a lavorare in Giappone. Qui ebbe la possibilità di studiare lo ju-jitsu e, una volta rientrato in patria, decise di aprire una palestra in cui insegnava la sua nuova arte marziale, misto del suo cognome e dell’arte dello ju-jitsu. L’arte di combattimento di Barton univa le arti da combattimento asiatiche ed europee. Il colore, in questo articolo, lo mette il periodo storico in cui Barton viveva: figlio dell’Inghilterra vittoriana, nel suo corso di autodifesa, insegnava agli allievi come usare cappelli e soprabiti come mezzo di difesa. Il saggio prosegue la descrizione e l’evoluzione del Bartitsu fino ai giorni nostri.

 

Anche questo mese Marco Giani, socio Siss, continua il racconto delle Staffettiste che aderirono alla Resistenza: Lidia Bongiovanni e Elda Franco. In questi due saggi, come sempre supportati da corpose prove archivistiche e fonti orali, racconta gli anni Trenta e la partecipazione di Lidia alle olimpiadi di Berlino del 1936 e i contrasti con le altre campionesse dell’atletica arricchendo il suo saggio con foto e video d’epoca. La seconda parte del saggio racconta invece gli anni della Guerra e la partecipazione alla Resistenza di Elda e Lidia, la prima nel ruolo di staffetta e la seconda (staffettista sportiva ai Giochi di Berlino) in sostegno alla rete di informazioni della Resistenza.

 

Il nostro socio Gherardo Bonini ci porta nell’Austria a cavallo tra il XIX e il XX secolo per raccontarci di quando Vienna era la città degli uomini più forti d’Europa. Il saggio sviluppa l’evoluzione dello sport del sollevamento pesi e del dominio pressocché interrotto degli atleti austriaci, detentori del record del mondo per decenni in più categorie. Ma, nonostante il titolo, il saggio non è solo un racconto: la storia del sollevamento pesi si intreccia con la storia, quella con la “esse” maiuscola: la storia dell’Austria del primo dopoguerra e dell’Anschluss permettendoci, così, di porre un ulteriore tassello nella costruzione di una storia organica di uno dei periodi più bui del Novecento austriaco.

 

Per coloro che fossero interessati, si segnalano anche gli interessanti saggi di Alex Jackson sulle pioniere del calcio femminile irlandese e quello di Filip Walenta sul rapporto tra l’esposizione universale di Bruxelles del 1913 e la nascita del Giro delle Fiandre.

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