E’ da poco uscito nella collana Il Podio dedicata a storia e cultura interdisciplinare dello Sport il volume “L’Affare Olimpiadi. Storia dell’opposizione del Partito Comunista Italiano ai Giochi di Roma del 1960” del nostro  socio Adelmo Maria Imperi, con la prefazione di Sergio Giuntini.

Le Olimpiadi estive di Roma del 1960 furono un evento internazionale di dimensioni gigantesche poiché tutti ebbero la possibilità di ammirare un’innovativa manifestazione sportiva in una cornice suggestiva e ricca di simbologia come quella romana in diretta tv.  Ma quali furono le reazioni della politica e in particolare del PCI, allora partito d’opposizione, rispetto a questo evento che per la prima volta nella storia varcava i confini italiani, con un potenziale comunicativo di questo genere e soprattutto con la Guerra fredda ormai in atto? Il volume illustra l’evoluzione del sogno olimpico italiano iniziato nell’Italia liberale e consacratosi finalmente nei ruggenti anni ’60 grazie all’intesa cordiale dei due Giulio (Onesti del CONI e Andreotti della DC); per poi mettere in evidenza proprio come il PCI decise di riconfigurare la sua struttura al fine di costruire una linea politica capace di mettere in luce le azioni politiche attuate dalle istituzioni governative considerate sbagliate o addirittura “oscure”, ma anche per difendersi da quello che, altrimenti, sarebbe risultato un evento di cui le forze democristiane si sarebbero servite per dare un’immagine delle proprie azioni gloriosa ottenendo così un incremento del proprio consenso elettorale che in quel momento il PCI non poteva permettersi. Il testo racconta come si sviluppò e quali furono i risvolti politici di tale sfida dal punto di vista del più grande partito d’opposizione dell’epoca.

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